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Riflessione di giugno 2015: mamma voglio diventare cintura nera !  


Mamma voglio diventare cintura nera.”
“Bravo piccolo mio, è importante avere degli obiettivi.”


Me la comperi ?
“Eh no. Bisogna meritarla la cintura.”

E come si fa a meritarla ?
“Ci si prepara a dovere. Ci si impegna a studiare il programma, ad esercitare le tecniche, si sta attenti e non si manca alle lezioni, si impara a comportarsi con rispetto durante e al di fuori dei corsi. E poi si superano gli esami.”

Ma perché devo superare degli esami ? Non basta andare ogni tanto a lezione ?
“Vedi piccolo mio: il judo non è solo uno sport. Il Fondatore (Jigoro Kano) era un grandissimo educatore e voleva fare in modo che praticando judo le persone diventassero migliori. Non si diventa migliori se si ottiene quello che si vuole senza fare fatica. Il judo insegna ad impegnarsi per migliorare prima di tutto sé stessi.

Ma mamma ho già tante cose a cui pensare: la scuola, i giochini del PC, i programma della TV, le feste di compleanno con gli amici …
“Certo. Prima di tutto viene la scuola, direi invece che i giochini, la televisione e le feste non sono così importanti. Se però vuoi praticare judo devi capire che ci si deve impegnare. Chi si impegna tanto passa l’esame per il nuovo grado in una volta, chi si impegna un po’ di meno lo passa in due o tre volte. Non è importante quante sessioni si impiega. Quando potrai presentare l’esame di cintura nera sarai stato abituato ad impegnarti ed avrai capito che nulla di importante si ottiene senza sforzo”.


Inizialmente Kano divise i gradi in due gruppi: tre livelli Kyu (Mudansha) a cui assegnò la cintura bianca e tre livelli dan (Yudansha) a cui assegnò la cintura nera .. La cintura bianca sarebbe legata simbolicamente alla purezza e al vuoto, alla pulizia e sacralità … questi gradi erano e sono legati al periodo di apprendimento … i kyu originariamente non avrebbero dovuto partecipare ai combattimenti ma solamente al randori … La cintura nera rappresenterebbe il pieno, il sapere … era ed è legata al periodo competitivo e rappresenta il fulcro della formazione del judoka … secondo la dottrina filosofica di Kano e del Kodokan non ci sarebbe stato limite ai progressi che si potevano fare nel Judo, quindi se qualcuno dopo avere raggiunto il livello più alto … “avrebbe trasceso dai colori e dai gradi” sarebbe ritornato alla cintura bianca, una sorta di chiusura di un ciclo che va oltre quello del Judo, come oltre a quello della vita … Purtroppo tutta questa visione filosofica va scomparendo. Le attuali regole sportive … oscurano l’originale significato”.


Tratto da Giancarlo Giuriati, Itsutsu no kata (e-book, 2013).

Chiasso, 1 giugno 2015




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