Il KARATE – parola che significa „mano vuota“ ("kara" spazio vuoto / "te" mano) – trae origine da antiche arti marziali orientali, si sviluppa nell’arcipelago Ryukyu (Okinawa e provincia) e, a partire dagli anni venti (del XX secolo), si diffonde in tutto il Giappone.
Il karaté è un arte del combattimento. Gli attacchi più utilizzati sono i colpi di pugno e di piede. Tecniche di parata diversificate sono state elaborate in risposta ai diversi tipi di attacco. Esse sono completate da tecniche di immobilizzazione e proiezione.
Okinawa è stata la patria dei più famosi maestri di karatè.
Nel karaté moderno i quattro stili principali sono:
- shito fondato dal maestro Kenwa Mabuni (1889 / 1952)
- shotokan fondato dal maestro Gichin Funakoshi (1868 / 1957)
- gojo fondato da Choijun Miyagi (1888 / 1953)
- wado fondato da Hironorii Otsuha (1892 / 1982).
Al Do Yu Kai la disciplina viene insegnata secondo lo stile shito.
Il fondatore Kenwa Mabuni, discendente da una generazione di samurai e praticante il karaté sin dal’età di tredici anni, riprese gli insegnamenti di due scuole importanti di Okinawa quelle dei maestri Yatsume Itosu e Kaneryo Higaonna fondando la propria.
Mabuni, cresciuto a Okinawa, si trasferi’ a Osaka dove gli fu conferito l’incarico di divulgare la sua arte all’università e al dipartimento di polizia. La data ufficiale di fondazione della sua scuola é il 1931.
Spesso il karaté viene considerato quale sinonimo di violenza e aggressività, dobbiamo probabilmente ad una certa filmografia risalente agli anni settanta questa immagine falsata della disciplina.
In realtà il moderno karaté è sia una disciplina sportiva che richiede impegno, sia un metodo di educazione del fisico e del carattere, sia una disciplina per rilassare la mente e controllare le proprie reazioni.
Alla domanda “cos’é il karatè ?” il maestro Mabuni rispondeva “il vero karatè non è una semplice arte del combattimento. Il suo primo obiettivo è forgiare il corpo e lo spirito. In effetti quest’arte è stata praticata e approfondita storicamente con lo scopo di giungere alla dignità di un saggio”.
Le due massime che il maestro Mabuni amava riprendere sono le seguenti: “l’arte del pugno è quella di un saggio” (kunshi-no-ken) e “il karate non comincia con un attacco” (karate-ni-sente-nashi).
Il karate é anche uno sport ma non é presente alle olimpiadi. Benché riconosciuto dal Comitato Internazionale Olimpico, nel luglio 2005, il karate non ha raggiunto il consenso dei 2/3 dei voti richiesti per essere ammesso.