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DUE CHIACCHIERE CON IL PRESIDENTE SULL'ANNO 2013 !  



A fine anno è sempre tempo di bilanci. La stagione va analizzata. Vanno effettuare le riflessioni del caso. Vanno proposti miglioramenti, per quanto possibile. A metà della quarantesima stagione del DYK abbiamo pensato di intervistare Marco Frigerio che nel 2014 festeggerà il ventinovesimo anno di presidenza.

 

Come valuti la stagione in corso ?

La stagione 2013 / 2014 è una stagione di transizione. A marzo 2014 Beppe Vismara compirà 65 anni e a giugno cesserà la sua collaborazione professionale con il Do Yu Kai. Dopo 36 stagioni è tempo di una meritata quiescenza. Il comitato ha già deciso di incaricare della direzione dei corsi judo del mercoledì e del sabato Paolo Levi, trentasettenne III° dan.
E’ un passo importante verso il futuro. Paolo è insegnante di sport e di fitness ed è al DYK da vent’anni. Non si tratta quindi di un salto nel buio ma di un ben ponderato passaggio naturale di testimone.

Come credi avverrà il passaggio ?

Naturalmente quando vi sono dei cambiamenti c’è chi è contento e chi non lo é. Io penso sinceramente che a Chiasso Beppe ha dato parecchio ma che oggi vi è necessità di ripartire verso il futuro con un team giovane.
Ricordo quando tredicenne feci per la prima volta conoscenza di Beppe in materassina. Era un trascinatore, credeva nel judo agonistico e praticando insieme trasmetteva gli stimoli necessari alla crescita umana e sportiva. Oggi, complice l’età e lo stato di salute non ottimale, forzatamente non è più lo stesso.
Non dubito che il passaggio di testimone avverrà nel modo più naturale possibile (Paolo è un allievo di Beppe come per altro il sottoscritto). Nel corso della stagione avremo modo di ringraziare Beppe per quanto ha saputo dare al DYK e di introdurre e far conoscere Paolo.

Qualche cambiamento è previsto anche nell’impostazione ?

Personalmente sono convinto che è importante la diversificazione. Una “lezione calderone” che inserisce, fianco a fianco, agonisti ed amatori non è più proponibile. I primi si sentono limitati da un ritmo troppo tranquillo e non vengono stimolati, i secondi sono confrontati con uno sforzo esagerato … la via di mezzo non è pagante.
Da settembre con Paolo Levi cercheremo di ritornare ad un “taglio agonistico” dei corsi adulti del mercoledì e del sabato. Agli amatori rimarranno le lezioni del lunedì e del venerdì con il sottoscritto.
Per i ragazzini che iniziano a guardare all’agonismo non cambierà nulla: il mercoledì e il sabato rimarrà il corso base, mentre il lunedì e il venerdì vi sarà (come ora) l’allenamento mirato di approccio alla competizione.

E per le altre discipline ?

Per alcune delle altre discipline vi saranno forzatamente dei cambiamenti.
La ginnastica (seppur in altri orari) verrà ripresa da Paolo che è istruttore di sport e che ha lavorato dieci anni in un centro fitness. Per quanto attiene al tai-chi, al momento, non vi sono soluzioni. Dato il numero estremamente esiguo di iscritti l’intenzione è tuttavia quella di interrompere i corsi.
Nulla di nuovo per contro per quanto attiene a yoga e karate.

Tornando al judo agonistico come valuti il campionato 2013 appena concluso ?

La squadra del DYK ha ottenuto un risultato positivo nel campionato 2013: terzo posto a pari merito.
In tre turni, sui sette previsti, tuttavia abbiamo dovuto combattere senza un vero 73 kg. C’è da non crederlo, visto che nella lista della formazione depositata in federazione a inizio campionato, era la categoria più rappresentata. Chi era previsto a quei turni non ha risposto presente; le ragioni sono state diverse. Soprattutto in un’occasione abbiamo avuto la necessità di riprendere il combattente che, per motivi egoistici, ci ha “tirato il bidone” …
La nostra disciplina vuole insegnare a dare. Le competizioni a squadre sono l’occasione per dimostrare che tale insegnamento è stato acquisito, il mio ruolo prevede anche la necessità di riprendere chi non va nella giusta direzione. Sono quindi intervenuto in modo deciso, lo rifarei subito !

Cosa prevedi per il prossimo campionato ?

Nel 2014 la squadra potrebbe affrontare l’ottavo anno di competizione, il quinto in LNB con quattro turni casalinghi sui sette previsti.
Rinata nel 2007 la squadra ha avuto un suo perché ed ha dimostrato di non essere un esperimento fragile e insignificante. A livello locale ha fatto parlare del DYK ed ha contribuito a rinnovare la buona considerazione di cui la nostra associazione sportiva beneficia.
In questi giorni stiamo verificando chi è disponibile per il 2014. Il problema della categoria 73 kg non è risolto, anzi il nostro combattente più blasonato (Elia Guzzi) ci ha comunicato che il prossimo anno combatterà con una formazione di LNA.

Sarebbe un dramma ritirare la squadra ?

Indubbiamente no. Soprattutto a livello di squadra vanno considerati i cicli. Nelle due precedenti fasi della storia della squadra del DYK non si è andati oltre l’ottavo anno.
La soluzione potrebbe quindi anche essere la rinuncia a proseguire, nell’attesa di riproporre il tutto tra qualche tempo. Dall’inizio di questo ciclo abbiamo sempre detto che avremmo valutato anno per anno il proseguimento o meno delle competizioni.

Come valuti il vivaio locale dal profilo agonistico ?

Molto buono per quanto attiene ai ragazzi in formazione (10 / 13 anni). L’introduzione dei corsi del lunedì e del venerdì hanno permesso di creare un gruppo a sé stante al quale proporre le competizioni. Questo gruppo sta dimostrandosi effettivamente interessato e sta effettuando le prime esperienze.
Il terzo posto degli scolari U13 di domenica 24 novembre ai campionati cantonali, ottenuto con una formazione che presentava alcuni elementi più giovani dell’età prevista, ne è un piccolo esempio.
Meno buono invece per la fascia d’età superiore al di là dei risultati che arrivano regolarmente (tre medaglie alle finali nazionali 2013). Purtroppo raggiunti i quindici anni si è “lasciato fare” troppo. Al DYK abbiamo allievi (ormai adulti) che fanno quello che vogliono e che frequentano lezioni in vari club dimenticando che si dovrebbe partire dal proprio e promuovere con il gruppo gli allenamenti fuori sede.
Negli anni ottanta, quando Beppe era ancora un'agonista, si partiva con il gruppo e si andava - lo ricordo bene - insieme a Bellinzona con l’obiettivo di “menarli tutti”. Questo spirito rafforzava il senso di appartenenza alla palestra che, mi sembra oggi, si sia in parte “perso per strada”.

Hai qualche rimpianto ?

Ho vissuto tutte e quaranta le stagioni del DYK. Da quasi trent’anni lo dirigo. E’ sicuramente sempre possibile fare di più e fare meglio. Non sono perfetto e cerco di fare autocritica. Quando prendo delle decisioni mi confronto con il comitato che, anche quest’anno, mi ha sostenuto pienamente.
Mi danno fastidio due cose in particolare: chi, invece di esporre il proprio pensiero in modo chiaro provocando la discussione su un tema, preferisce la “critica da bar o da spogliatoio” e chi, immancabilmente, non risponde e non prende posizione.
Confrontarsi in modo diretto è nella mia natura. D’altronde sono stato un combattente e, tra l’altro, alle offerte di altri club di LNA (dopo che il DYK aveva ritirato la squadra), ho sempre risposto picche. Da sempre ho combattuto con il "marchio di qualità DYK" !


 

Grazie presidente e auguri per tutto quanto viene svolto al dojo di via Cattaneo, siamo certi che c’è chi vede ed apprezza.


Chiasso, 28 novembre 2013




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