GLI AUGURI E GLI AUSPICI PER IL NUOVO ANNO
Al dojo di via Cattaneo siamo agli inizi di un nuovo anno.
La riflessione sull’anno trascorso è già stata effettuata. Oltre novanta sono stati i partecipanti alla cena di Natale del DYK, durante la quale si sono evidenziati i bei risultati ottenuti e ricordato gli eventi che hanno contraddistinto il 2015. Domenica 10 gennaio festeggeremmo ancora le 13 menzioni ottenute dal Comune di Chiasso e quindi lasceremo definitivamente il 2015 per guardare al futuro. Futuro che non poteva iniziare nel migliore dei modi al primo allenamento dell'anno di lunedì 4 gennaio con 18 presenti in materassina.
E il futuro prevede la prosecuzione dell’evento più importante realizzato nel 2015 il “progetto DYK 2019”. Il gruppo dei ragazzi che ha accettato di prendervi parte è aumentato in corso di stagione e, chi più chi meno, ha iniziato a lavorare insieme seriamente sotto la direzione di Paolo Levi. Il DYK ha indicato la strada da percorrere per divenire JUDOKA, anziché rimanere judoista. Chi seguirà la strada tracciata crescerà con il gruppo in carattere, conoscenza, cultura e forza, chi farà da sé rimarrà solo.
Dal gioca judo, ai corsi di introduzione, ai primi corsi agonistici con esperienze di gara educativa, ai tornei nella categoria scolari, passando ai tornei del ranking per arrivare ad essere uno dei finalisti del campionato svizzero il percorso è lungo. Sono circa quindici anni da dedicare al judo, secondo tempi e modalità differenti, per chi vuole crescere caratterialmente nella disciplina e, quale agonista, comprenderla pienamente.
Per crescere nel judo è però necessario dedicargli il tempo libero. Non esiste quindi che l’aspirante agonista, nei giorni di allenamento, faccia altro … non è più tempo per praticare due o più sport/attività in parallelo. Chi ha scelto il judo - e così dovrebbe essere per chi frequenta il programma DYK 2019 - in esso deve concentrare ogni sforzo. Non vi sono quindi scuse che giustifichino l’assenza agli allenamenti del lunedì, mercoledì e sabato, al corso di condizione del giovedì, agli allenamenti che vengono proposti fuori sede (Varese o altro), allo stage di Arzo (20/24 giugno) e allo stage al mare di Cesenatico (17/23 luglio).
Certamente è possibile praticare judo senza necessariamente divenire agonista. L’agonismo però è un importante elemento della formazione e non ammette vie di mezzo: chi intende effettuare delle gare di un livello medio/alto non ha alternative all’allenamento costante !
L’augurio per il 2016 è quindi che il gruppo continui nel suo percorso, che chi ancora non ha effettuato delle scelte definitive le effettui con convinzione, che i singoli possano trarre soddisfazioni di crescita agonistica e non, e che al DYK continui a regnare armonia e spirito di gruppo.
Un GRAZIE sentito a tutti coloro che al DYK si stanno impegnando a seguire questo percorso e a tutti coloro che, con la propria disponibilità ed aiuto, permettono di costruire il futuro !
“...in considerazione del fatto che oggi il Judo ha raggiunto una grande diffusione, invito i miei discepoli a scegliere il metodo adatto alla propria condizione … ci sono persone deboli di volontà che si stancano presto e rinunciano facilmente … è sconsigliabile, anche per chi esercita da tanto tempo un allenamento eccessivo e concentrato per un breve periodo e altrettanto una interruzione per un certo arco di tempo … importante è un ritmo costante e moderato, che rispetti il meccanismo dello sviluppo fisico … l’obiettivo finale del Judo è di coltivare il carattere e la personalità; è per questo che ci alleniamo e che disputiamo gare”.
Tratto da Jigoro Kano “Messaggio ai discepoli”, febbraio 1918 (Fondamenti del judo pag.153).
Marco Frigerio / Chiasso, 3-5 gennaio 2015