Oro per Leonardo, argento per Gioele e bronzo per Aros al Trofeo Città di Como
Sabato 13 febbraio i giovani agonisti del DYK hanno iniziato le competizioni del nuovo anno partecipando al Trofeo Città di Como 2016.
Sei i partecipanti al torneo nelle categorie cadetti (1999/2001) ed esordienti (2002/2004) seguiti a bordo tatami da Paolo Levi, responsabile dei corsi agonistici al dojo di via Cattaneo.
Discreto il risultato grazie alle medaglie ottenute da Gioele Donato negli esordienti A – 50 kg che ha vinto due incontri sui tre disputati e da Aros Rosa nei cadetti – 81 kg.
Buona anche la prova di Thomas Barberio che, nella numerosa categoria degli esordienti B -50 kg, vince tre incontri con belle soluzioni tecniche prima di soccombere e concludere al settimo posto.
Settimo posto ottenuto anche da Niccolò Monté Rizzi, negli esordienti A – 45 kg, che ha vinto un incontro sui tre disputati.
Nulla di fatto invece per Joel Deriu e Davide SavoldellI, al suo debutto nella categoria dei cadetti.
Diversi agonisti erano assenti a causa della concomitanza con le vacanze scolastiche e l’influenza che quest’anno si é fatta particolarmente sentire. Peccato perché il trofeo è di buon livello e permette di farsi una prima idea su quello che deve assolutamente essere migliorato.
Domenica 14 febbraio cinque i ragazzi protagonisti, tutti del 2006.
Leonardo Barbero ha vinto la categoria - 27 kg fino a cintura arancione. Bello l'ippon di harai-goshi dell'incontro decisivo.
Gabriele Muratori e Giuseppe Amorosi nella categoria fino a cintura arancione - 35 kg hanno combattuto egregiamente pur risultando sconfitti dai propri avversari.
Dura invece la prova di Demian Jones e Kai Bürgisser nella categoria di grado superiore (cinture verde / marrone). Il salto di categoria si sente e il judo é una disciplina che non perdona. Ripartire sempre, dopo ogni esperienza positiva o negativa, curando di migliorare quanto é necessario é il segreto della formazione di un buon judoka. La disciplina é seria e non ci si improvvisa !
A bordo tatami domenica Marco Frigerio.