Jigoro Kano non ha mai detto che il judo sportivo non è judo. Ha scritto invece che il judo sportivo è una parte della disciplina che, con il resto, deve contribuire al raggiungimento di un obiettivo più alto e più importante ossia la formazione di persone sane, forti e utili.
Chi rinnega il judo sportivo, chiamandolo “jusport” (termine invero piuttosto spregiativo), in genere è un judoka che o non ha avuto esperienze agonistiche (per cui non conosce la materia) o ha avuto un passato da agonista ma, con il passare degli anni, si é accorto che accompagnare i propri allievi alle gare è un esercizio faticoso e impegnativo: meglio quindi lasciar perdere.
Il judo è un arte marziale - e dunque insegna a combattere - è poi un sport (presente alle Olimpiadi) fondato su una forma agonistica che pone l’accento sulla lealtà dello scontro e sul rispetto dell’avversario e dell’arbitro, e infine è un metodo educativo. La pratica completa della disciplina comprende tutti questi aspetti. Affinché un judoka sia completo deve avere avuto esperienze di gara, deve avere praticato judo a 360° (apprendendo i kata) e deve dimostrare - con il suo comportamento e il suo modo di essere - di avere appreso dei principi e (soprattutto) di saperli applicare.
Naturalmente il tempo passa e le persone cambiano, non necessariamente in meglio. I principi del judo richiedono che ci si sappia fermare in tempo … Jigoro Kano l’ha sottolineato a più riprese. Intelligenza vuole (nella disciplina ma anche nella vita) che ci si renda conto per tempo della propria “naturale involuzione" e che se ne tiri le conseguenze ! Lasciare il campo a chi è fisicamente più in forma, per età e salute, e a chi segue e si aggiorna sull’evoluzione della disciplina (anche sportiva), è un qualche cosa che dovrebbe essere scontato.
Al Do Yu Kai Chiasso - grazie ad un team giovane di insegnanti - curiamo tutte le sfaccettature del judo. Certo che, per migliorare, bisogna accettare di fare fatica ed impegnarsi. Non basta salire in materassina scambiare quattro battute, cambiare colore di cintura e pensare di essere un “campione” o peggio un “maestro” !
Viva il JUDO quindi che sia arte di combattimento, sport oppure educazione !
Marco Frigerio / Chiasso, 25 settembre 2015