Due HAIRI-KATA con finale in shime-waza.
Paolo Levi (3° dan FSJ, responsabile dei corsi base e del corso per giovani agonisti del DYK) presenta, con la collaborazione di Mattia Frigerio due hairi-kata che si concludono in sankaku-jime.
"Per la tecnica di questo mese presento sankaku-jime (letteralmente “strangolamento a triangolo”) in 2 varianti, la prima con attacco frontale e la seconda con attacco da dietro/sopra Uke.
Sankaku jime è una delle tecniche più utilizzate in competizione, ho scelto le due varianti che ho utilizzato con più successo nel mio periodo agonistico.
Nel primo hairi-kata attacco Uke tirandolo forte verso di me, in foto 1 si vede la presa in cintura con una mano e la presa al braccio sinistro di Uke con l'altra e l'azione di chiusura a triangolo delle gambe. L' importante è intrappolare fin da subito la testa e il braccio di Uke, cercando di tenere sempre ben serrate le gambe. A questo punto sono pronto per rovesciarlo. In foto 2 si vede l'arrivo del rovesciamento, la testa di Uke deve appoggiare sulla coscia della mia gamba sinistra. In foto 3 la conclusione: chiudo forte con le gambe, notare il collo del mio piede destro che si fissa nell'incavo del mio ginocchio sinistro. L'azione di strangolamento è estremamente efficace perché si ottiene grazie alla forza esercitata dalle gambe.
Nel secondo hairi-kata sankaku-jime viene eseguito da sopra. In foto 1 tiro verso l'alto, creo spazio alzando il braccio sinistro di Uke e porto la mia gamba destra più vicino possibile alla sua testa. In foto 2 comincio a ruotare intorno ad uke, mi appoggio sul tatami con la mano destra mentre con la sinistra afferro il mio piede destro e inizio l'azione di compressione. In foto 3 l'ho portato al suolo, ora devo serrare il triangolo con le gambe, ruotando un pò con le anche aggiusto la mia posizione: la mia gamba destra si stringe al collo di uke per riuscire a strangolare. In foto 4 la conclusione: per aumentare la compressione posso afferrare il judogi o la cintura di Uke."
Nel filmato vengono eseguiti i due passaggi descritti a velocità ridotta per una migliore comprensione.
Paolo Levi / Chiasso, 31.1.2016