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RIFLESSIONE di marzo 2017: le conseguenze !  


Le conseguenze !


Ogni azione comporta una reazione. Ogni reazione provoca un cambiamento. Nei rapporti personali il cambiamento può essere risolutivo oppure di rottura.

In un ambito educativo, anche se sportivo, a determinati comportamenti non conformi, deve corrispondere una reazione da parte di chi detiene l’autorità e dirige l’associazione.
Il judo, diceva Jigoro Kano, è anche - e forse soprattutto - un metodo educativo; abdicheremmo quindi al nostro compito se non reagissimo a determinate situazioni inopportune.

Nel complesso rapporto che si crea tra associazione sportiva, genitori e allievi determinate reazioni possono portare a divisioni e cambiamenti più o meno forzati. Per l’esperienza acquisita in questi trent’anni di presidenza devo dire che spesso, quando chi dirige l’associazione si permette di assumere un atteggiamento critico in merito a determinati comportamenti di allievi, il risultato è che i genitori si sentono offesi per “lesa maiestatis”.
In quanto detentori della prima autorità di riferimento educativa, non tutti i genitori accettano che altri (i dirigenti dell’associazione sportiva) si permettano di intervenire nei confronti dei loro figli.
La circostanza è paradossale se si pensa che, alcuni di questi genitori, sono arrivati al dojo dicendo di essere contenti che il loro figlio abbia scelto uno sport in cui è richiesta una certa disciplina; quando però chi deve intervenire per imporre la disciplina lo fa sul serio, l’atteggiamento cambia …
Che cosa può fare allora un dirigente sportivo in queste situazioni ?
A mio avviso può solamente considerare il suo ruolo e scegliere per il meglio della propria associazione anche se ciò comporta rinunciare ad allievi ai quali si è dedicato tempo e forze. Per il bene del gruppo è molto meglio che l’allievo che, "grazie" ai propri genitori, è divenuto un problema parta per altri lidi !

Una sconfitta ? Forse sì ma certamente per tutti.
Ci sono dei limiti per l’associazione sportiva e gli atteggiamenti e le scelte di un genitore influiscono sempre sul proprio figlio “nel bene e nel male”.


MF/Chiasso, 3 marzo 2017




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