“DYK 2019” A CHE PUNTO SIAMO ?
Con la stagione 2014/2015 al DYK Chiasso abbiamo promosso il programma “DYK 2019”.
Scopo del programma é la creazione di una squadra che partecipi al campionato nazionale svizzero 2019 di judo e che costituisca il quarto ciclo agonistico dell’associazione.
Sotto la direzione tecnica di Paolo Levi e con l’importante collaborazione di Mattia Frigerio si è concluso il terzo anno.
Ho avuto più volte modo di indicare che, affinché il programma possa funzionare, è necessario che associazione, giovani atleti e genitori vadano nella medesima direzione.
Il triangolo è decisivo e deve “crescere” unito.
Qualora un genitore non fosse contento, qualora un ragazzo perdesse entusiasmo, qualora l’associazione fosse carente nell’insegnamento e nell’organizzazione nulla di serio si può costruire.
Impensabile è d’altronde che tutto il gruppo arrivi alla meta.
Dei dieci ragazzi che hanno iniziato il programma nel 2014 qualcuno si è perso per strada, qualcuno si é aggregato in seguito, qualcuno ha lasciato il DYK e il judo.
E’ logico e nella natura delle cose che il gruppo si assottigli.
Per creare un agonista vero l’impegno non deve mancare e il tempo per l’allenamento e le competizioni va trovato, anche quando la scuola, gli amici e la fidanzata reclamano !
La giornata ha 24 ore e - tra tutti gli impegni che vanno assolti - trovare il tempo per il judo è essenziale per chi crede al programma.
In questo terzo anno, partiti in dodici a settembre, a giugno ritroviamo nove giovani impegnati.
Judoisticamente i miglioramenti si vedono e i risultati nei 17 tornei frequentati ci sono stati; ciò è indubbiamente motivo di soddisfazione.
All’inizio della nuova stagione bisognerà ricontarsi e considerare le scelte scolastiche e di apprendistato effettuate. Anche per tali scelte tuttavia – chi vuole avere un futuro nel judo al DYK – deve considerare le alternative e decidere di conseguenza.
Il DYK crede nel progetto in corso e – sia in materassina che al di fuori – sta facendo il possibile a che i miglioramenti si verifichino e che il gruppo di giovani progredisca unito.
Capita quindi anche che, al di là degli insegnamenti tecnici e tattici, i giovani vengano richiamati all’ordine sulla partecipazione ad eventi sociali e sulla condivisione.
Non vogliamo infatti creare degli agonisti che pensano solo a sé stessi (“i perfetti egoisti del nostro tempo”), chi partecipa al programma deve sentirsi parte attiva del DYK Chiasso e riconoscersi nell’associazione.
Non deve quindi mancare la disponibilità e la collaborazione. Essere da esempio ai più giovani che stanno crescendo ed essere un modello per chi si interessa alla nostra disciplina è un “dovere” inderogabile.
In questo modo si ringrazia e si dimostra di apprezzare il lavoro che viene svolto, in buona parte a titolo di volontariato, dall’associazione.
Nessuno del gruppo “DYK 2019” è allievo di "tizio" o "caio".
Al DYK il termine Maestro è stato bandito; esistono solamente buoni insegnanti e persone impegnate. Ogni judoka ha come riferimento il dojo !
Solo così, in ogni caso e al di là del raggiungimento dell’obiettivo, avremo contribuito a creare judoka veri , abituati a pensare con la propria testa, dotati di una propria autonomia.
Il nostro simbolo d’altronde rappresenta un airone pronto a spiccare il volo. Spicca il volo solo chi - cresciuto con basi solide, non succube di tizio o caio - ha imparato che - per raggiungere qualsiasi obiettivo nel judo ma in generale nella vita - bisogna impegnarsi.
La fatica e la ripetizione “ad libitum” di esercizi utili deve essere un piacere da assolvere con entusiasmo.
Una buona estate a tutto il gruppo. Anche gli stage che vengono promossi servono a costruire; un bravo quindi a chi si è iscritto allo stage di Arzo ed alla settimana di Cesenatico !
Infine un grazie sincero a Jigoro Kano per averci descritto quella strada che al DYK insistiamo ad indicare !
Marco Frigerio / Chiasso, 12 giugno 2017