Per le Feste vi propongo una riflessione antica sui valori del judo che Jigoro Kano ha tentato, non sempre riuscendovi, di evidenziare e di promuovere.
Il judoka vero però è tenuto a sforzarsi di entrare nello spirito della disciplina e di raccogliere l’esortazione etica del Fondatore.
“Siamo arrivati così a un tema importante: come addestrare noi stessi per essere utili alla società.
Prima di tutto dobbiamo riordinare la nostra vita: imporci il principio della sobrietà e della diligenza in modo che, risparmiando sia il tempo che il denaro, ci si possa dedicare al miglioramento di se stesso con lo scopo di contribuire al bene sociale. E’ un principio al quale ogni uomo dovrebbe essere educato fin da bambino; ma chi non ha avuto questa fortuna dovrebbe adottarlo immediatamente, sia pure in età avanzata. Fortunati sono coloro che dispongono di questa attitudine, in quanto per loro non è sacrificio né motivo d’ansia dover condurre una vita frugale, come pure rendersi utili agli altri; per giunta saranno ricompensati dalla soddisfazione impareggiabile di vedere il proprio operato concretizzarsi per il bene altrui.
Sfortunati sono invece coloro che, indifferenti a ciò che accade nel mondo, pensano soltanto ai propri interessi e, siccome sono abituati all’agiatezza e ai capricci, trovano sempre un motivo per lamentarsi, pur avendo dedicato tutta l’energia alla ricchezza del benessere, cosa che si rivela del resto fonte di inimicizia o di disprezzo da parte del prossimo e che provoca a volte anche difficoltà sul lavoro e in altri campi, ostacolando il raggiungimento degli scopi prefissati.
… invito vivamente i miei discepoli a conservare lo spirito dei loro predecessori, mantenendosi nella più alta espressione e accezione di esso sia dal punto di vista dei valori della vita, sia di quelli del Kodokan-judo come perfezionamento dell’io al fine di servire la società.”
Tratto da J.Kano, Fondamenti del Judo, pag.186-187 (Esortazione all’impegno etico, maggio 1920).