OSOTO-GARI BOGYO E KAESHI-WAZA
Marco Frigerio (6° dan FSJ) ci presenta le difese su osoto-gari e delle possibili applicazioni in kaeshi-waza, uke Mattia (2° dan FSJ). Nel 2003 Marco aveva presentato uno specifico studio sulle difese all’esame di professore di judo della FSJ.
"I principi di difesa (BOGYO) sono, a mio parere, piuttosto negletti nei libri dedicati al judo.
Da diversi anni ho cercato di approfondire il tema. Partendo dall’attacco di osoto-gari propongo quindi la loro applicazione.
Difesa go. Per parare l’attacco indietreggio con la gamba destra e porto il peso avanti, bloccando quindi l’azione dell’avversario (foto 1).
Difesa chowa. Per evitare l’attacco ruoto alla mia destra mandando a vuoto l’azione dell’avversario (foto 2).
Difesa yawara. Indietreggiando con la gamba sinistra lascio che uke raggiunga la mia gamba destra ormai scarica (foto 3). Di seguito ruoto verso sinistra legando a me l’avversario.
Tali azioni di difesa possono essere completate da un contraccolpo (KAESHI WAZA). Propongo quelli che a mio parere sono i più semplici.
Applicata la difesa go lego a me l’avversario. Indietreggio quindi leggermente con la gamba sinistra in modo da disporre di una posizione di forza (nella direzione laterale) e, a mia volta, attacco osoto-gari (foto 4).
Applicata la difesa chowa spingo in rotazione con le braccia l’avversario verso la mia destra (foto 5). Importa in particolare spingere sul gomito destro di uke tirando al contempo con la mano destra. La tecnica che viene applicata è una forma particolare di uki-otoshi chiamata anche (ma il termine non è indicato tra le 67 tecniche del Kodokan) hiji-otoshi.
Applicata la difesa yawara sfilandomi con l’avversario legato nella parte alta applico harai-goshi ruotando (foto 6).
Nel filmato presento in un primo tempo l’applicazione delle tre difese descritte, in un secondo tempo l’esecuzione dei contraccolpi ed infine nuovamente l’esecuzione dei contraccolpi sul movimento libero.
Barioli ha scritto che è sbagliato inculcare all’allievo l’idea che prima deve difendersi e poi, se può, contrattaccare e che l’applicazione della difesa deve risultare “l’estrema ratio” (vedi “Go, chowa, yawara, parole in libertà”). Personalmente dissento: l’ippon - che è l’obiettivo del judo applicato al meglio - può essere il risultato di una bella combinazione di difesa e contrattacco. In ciò non vedo assolutamente nulla di negativo." Certo che l'allievo dovrà essere anche in grado di attaccare, senza per forza attendere che sia l'avversario ad assumere l'iniziativa !
MF / Chiasso, 20 agosto 2016