IL VERO "CAMPIONE DEL JUDO"
Patrick Roux è stato un campione di judo: nazionale di Francia e medaglia olimpica.
Recentemente ha pubblicato un libro di riflessioni sulla disciplina. Si tratta di una raccolta significativa di pensieri. Nell’introduzione ha osservato che “il judo può essere comparato a un mosaico. A distanza si osserva l’armonia dell’insieme, ma si perdono i dettagli. Avvicinandosi appaiono tutte le componenti ma si perde il senso del tutto.”
Il judo si caratterizza dunque da questi due aspetti complementari e il vero campione del judo non può prescindere dal rappresentare, oltre a sé stesso, il proprio gruppo.
L’apprendimento di questo aspetto é l’OBIETTIVO E L'AUGURIO per il nuovo anno.
Diamo inizio al progetto DYK 2019, facciamo in modo che chi vi partecipa si entusiasmi e si riconosca parte del tutto senza perdersi per strada o essere disturbato da vari “venditori di fumo” … ricordando poi che i risultati agonistici non sono tutto, crescere insieme (imparando a non pensare solamente a sé stessi) é molto più importante !
“Dai tempi della cavalleria, il “campione” era il difensore di una causa; colui che, combattendo, rappresentava una idea, un principio, una famiglia … Oggi l’idea che un campione rappresenti altro rispetto a sé stesso si è persa, in conseguenza al culto della realizzazione individuale. Si tratta di un fenomeno sociale che supera il microcosmo del judo.
Tuttavia la performance del campione è il frutto di un lungo lavoro di formazione e di una avventura collettiva, essa dipende dal contesto sociale e dà ciò che si è riusciti a produrre.
Essere un “campione solitario” ha poco senso e il culto esagerato del “number One”, così alla moda presso i media, non è gratificante. Per di più questa tendenza può essere dannosa in quanto non aiuta a prendere coscienza dei legami tra il campione e il suo entourage, allorquando sono questi legami che costituiscono la fonte della gratificazione. Cos`è infatti un campione se non è ammirato e amato ?
E quali sono i campioni che più ammiriamo ? Quelli che rappresentano il bel gesto, la buona attitudine e l’intelligenza nella pratica.
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Mostrando al pubblico l’efficacia dei principi del judo, il campione di judo diventa realmente il “campione del judo”.
Tratto (e tradotto dal francese) da Patrick Roux, L’art du judo, 2013