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ATJB 2016 tre osservazioni !  


QUALCHE CONSIDERAZIONE SULL’ATJB


Lunedì 14 marzo è prevista l’assemblea della ATJB ossia della associazione mantello che raggruppa le sedici associazioni sportive che praticano judo in Ticino.
Personalmente non parteciperò all’assemblea dato che dal 2005 al DYK proseguiamo in maniera autonoma – nel bene e nel male – le nostre attività. So di avere torto ma ritengo che non abbia senso partecipare a un'assemblea formulando delle critiche, se poi non si è disponibili a mettersi a disposizione. Il DYK, in ogni caso, è una delle sedici associazioni che fanno parte della ATJB ed annualmente corrisponde alla medesima la quota sociale di fr. 300.-.

Da “quasi esterno” e da “presidente onorario dell’ATJB” - titolo che mi è stato conferito nel 2005 (con il chiaro invito a farmi da parte) dopo quindici anni di presidenza - mi preme comunque formulare tre semplici osservazioni:

1) Attività cantonale

Iniziative a livello cantonale sono opportune ed utili quando a livello di associazione locale viene proposto poco. E’ pacifico che se faccio parte di una associazione che si limita a proporre gli allenamento settimanali e che non prende parte nemmeno ai campionati ticinesi, le possibilità che rimangono per chi volesse essere più attivo nel judo sono solo due: cambiare l’associazione di appartenenza oppure partecipare alle attività proposte a livello cantonale.
L’attività che viene proposta a livello cantonale viene logicamente valutata diversamente da chi è parte di una associazione poco attiva e da chi invece ha la fortuna (o sfortuna) di essere inserito in una associazione che già organizza i propri allenamenti fuori sede, la partecipazione a stages e a competizioni nazionali e internazionali. Per il primo, qualsiasi proposta sarà allettante, per il secondo, per risultare interessante, l’attività proposta dovrebbe apparire di livello superiore a quella che si organizza al dojo.

2) Il numero dei praticanti

Non posso certo pretendere di sapere come vanno le cose nelle altre associazioni del Cantone e quanti sono veramente oggi i praticanti di judo in Ticino. Ho i dati del DYK e posso tranquillamente affermare che a Chiasso siamo ai massimi storici, anche se due anni fa abbiamo “ringiovanito i ranghi”.
Quello che si è visto ai campionati ticinesi individuali di domenica 28 febbraio è tuttavia assai sconfortante in quanto il numero dei ragazzi e dei giovani che vi ha preso parte è stato indubbiamente scarso. D’altronde già ai campionati ticinesi a squadre di ottobre 2015 l’impressione era la medesima. Tre società avevano dovuto riunirsi per formare la terza squadra di scolari A del campionato …
Se questi sono i numeri dei praticanti delle associazione di oggi non è che a livello cantonale si possa fare granché. Le singole associazioni, se non vogliono scomparire o continuare ad esistere “in sordina”, dovrebbero però analizzare l’opportunità di assumere insegnanti di livello: dei professionisti che abbiano il tempo per dedicarsi al gruppo sia in allenamento, sia in occasione delle varie manifestazioni.
Al DYK abbiamo sempre avuto un insegnante professionista ed infatti – al di là dei risultati dei singoli periodi storici – il numero dei praticanti è sempre stato ragguardevole anche perché da diversi anni si vanno a proporre corsi mirati ad ogni classe di età: dal bimbo di 5 anni del gioca judo, al giovane agonista di 15 anni, al genitore interessato al judo che vuole praticare a 50 anni suonati …
La diversificazione è possibile solamente però a condizione che vi siano insegnanti in grado di dare un “taglio diverso" ai vari corsi.

Qualcuno obietterà che il judo non è solo competizione e che oggi convincere i giovani a parteciparvi non è semplice e che pertanto dai pochi giovani ticinesi agonisti non si rileva il dato relativo ai praticanti. Dalla mia esperienza personale posso dire però che non esiste judoka completo senza esperienze agonistiche e che i giovani vanno coinvolti nella competizione in quanto sbocco naturale della disciplina. Il numero ridotto di combattenti ad un età in cui la competizione va proposta ed iniziata è quindi un "segnale" molto attendibile. 

3) Il rapporto con la stampa

Il rapporto con la stampa è sempre stato sofferto alle nostre latitudini.
Attualmente la mia impressione è che a diverse persone interessa più, che non si parli di questa o quella associazione, piuttosto che se ne parli e che con il relativo comunicato il judo venga promosso da Chiasso ad Airolo.
Oggi però la concorrenza è aumentata. Il judo non è la sola arte marziale che si pratica in Ticino e le altre non stanno certo a guardare. L’ATJB dovrebbe intervenire regolarmente sottolineando le peculiarità del judo, che resta la principale delle arti marziali e che non è solamente sport ma anche una disciplina educativa, e tutte le associazioni dovrebbero essere felici se – qualche volta – c’è chi riesce a far pubblicare un articolo che parla di judo.
Diciamolo chiaro: praticare (bene) judo non è la stessa cosa di praticare altro ! Jigoro Kano l’hanno copiato in molti ma l’originale costituisce il nostro DNA e deve essere valorizzato. Il judo è uno solo e, nemmeno il ju-jutsu, è la stessa cosa. E ciò anche se la stessa federazione svizzera - a mio parere - sta “sbandando” decisamente sul tema.
Per quanto attiene alla ATJB torno a dire poi che non è possibile che non vengano redatti comunicati stampa prima delle manifestazioni cantonali e che, dopo queste manifestazioni, i comunicati relativi ai risultati siano regolarmente in ritardo …


Auguri quindi a chi continua ad occuparsi della ATJB, il DYK parteciperà all’attività proposta che risulterà interessante. Il nostro obiettivo dichiarato - per i prossimi anni - é però tornare ad avere una squadra maschile di club entro il 2019.
Non è detto che ci riusciremo, stiamo però lavorando in questa direzione e gli otto titoli maschili ottenuti domenica lasciano ben sperare …



Marco Frigerio / Chiasso, 1 marzo 2016



A Chiasso stiamo costruendo il futuro grazie ragazzi e grazie Paolo.


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