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OSOTO-GARI di Marco  


La quarta tecnica che andiamo a proporre è presentata da Marco, oggi 6° dan FSJ, esperto GS kids, esperto GS judo, maestro di judo con attestato professionale federale, anche se di professione (il nostro presidente) è avvocato e notaio con studio a Chiasso. Un grande grazie a Mattia che, anche in questo caso, è stato disponibile a fungere da uke.

 

OSOTO-GARI


Osoto-gari in giapponese significa “grande falciata esterna” (o = grande / soto = esterna / gari = falciata).
E’ un ashi-waza ossia una tecnica di gamba e, per quanto mi concerne, è la prima che insegno ai corsi amatoriali ed in genere quando si tratta di promuovere il judo in ambito scolastico. E’ una tecnica di per sé semplice ma che – per una corretta esecuzione – richiede molta attenzione circa la scelta di tempo e l’uso delle braccia.
Come per tutte le tecniche la sua acquisizione richiede un ripetuto uchi-komi, un attento yako-soku-geiko e l’assunzione di rischi durante il randori, alfine di arrivare a padroneggiare tempistica ed equilibrio.
In competizione è la tecnica che mi ha dato più soddisfazioni, in particolare quando ho poi imparato a combinarla con altre soluzioni concatenate.
Un grandissimo esecutore di questa tecnica è stato il campione olimpico di Los Angeles 1984 e 4 volte campione mondiale (ai tempi in cui il mondiale veniva combattuto ogni due anni) Yazushiro Yamashita, peso massimo giapponese che negli anni 1977-1985 risultò imbattuto in ogni competizione.

Nelle fotografie viene evidenziato l’avvicinamento con il piede sinistro, il movimento delle braccia (si noti come la mano sinistra afferra e tira verso l’esecutore, mentre l’avambraccio destro è in spinta), il caricamento della gamba che va a falciare (con la punta del piede destro rivolta verso il basso) e la proiezione.
Nel filmato la tecnica viene presentata in forma statica, in una prima fase. Successivamente vengono proposte le tre opportunità classiche: osoto-gari inseguendo uke, osoto-gari su passo inverso (caricando il peso di uke sulla gamba di appoggio che viene falciata) e osoto-gari su passo laterale.
Infine la tecnica viene esercitata liberamente nelle varie direzioni e opportunità.
Affinché osoto-gari risulti vincente la gamba deve falciare con energia mentre tori, utilizzando adeguatamente il proprio corpo a partire dal movimento delle braccia, è in spinta.


Marco Frigerio / Chiasso, 3 marzo 2015












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