Mattia Frigerio (2° dan FSJ, monitore GS) ci presenta ko-uchi-gari. La sua esecuzione è personale e particolarmente energica (uke Marco).
KOUCHI-GARI
“Kouchi- gari” è una tecnica di gamba, la cui traduzione italiana è “piccola falciata interna”. È una tecnica molto utile ed efficace. Per eseguire un buon “kouchi-gari” non è necessario possedere molta forza fisica. Troppo spesso i giovani che si approcciano al judo rimangono affascinati solo dalle tecniche di caricamento e sollevamento. “Kouchi-gari” richiede invece agilità, piedi veloci e astuzia. Come tutti gli “ashi waza”, anche questa tecnica viene eseguita al meglio se si sfrutta il passo falso del proprio avversario. La maggioranza dei judoka focalizza la propria attenzione dal busto in su, scordandosi le gambe e i piedi. Il rischio è quindi di rimanere duri come una roccia sulle braccia, ma deboli come lo stelo di un fiore sulle gambe. Nel repertorio di un judoka che fa dell’agilità e della velocità d’esecuzione la sua forza, “kouchi-gari” non può assolutamente mancare.
Osservando la sequenza di foto proposte, notate come mi avvicino ad uke tirando la sua manica destra verso il mio corpo. Dopodiché entro a contatto “spalla contro spalla”, mantenendo la presa alla manica in tensione e avvolgendo il piede destro di uke all’altezza del polpaccio, per falciarlo velocemente. Attenzione: questa è la mia variante preferita ! Nell’esecuzione classica ci viene insegnato a spazzare il tallone destro di uke con la pianta del piede destro, ma (a mio avviso) così facendo il colpo risulta molto meno efficace. Preferisco quindi andare a colpire il polpaccio di uke e, nello stesso tempo, continuando a tirare la sua manica destra verso il basso, investirlo con la parte superiore del corpo. Il mio braccio destro, in presa al bavero sinistro, andrà a spingere uke all’indietro, aumentando in conseguenza la forza dell’impatto.
Nel filmato la tecnica viene presentata prima in forma statica, poi sulle opportunità avanti e laterale. Infine, in forma libera, vengono presentate quattro proiezioni.
Mattia Frigerio / Chiasso, 26 aprile 2015