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TAI-OTOSHI di Paolo  


La quinta tecnica che andiamo a proporre è tai-otoshi. E' eseguita dal nostro insegnante Paolo Levi, che oltre ad insegnare judo é preparatore sportivo e istruttore di condizione. La tecnica viene presentata secondo varie opportunità (uke Marco).


TAI OTOSHI


“Tai otoshi” significa caduta del corpo verso il basso (Tai: corpo, Otoshi: caduta verso il basso). È una tecnica di braccia appartenente dunque al gruppo “te-waza” che si insegna già a livello di cintura bianca e gialla, tuttavia non è assolutamente di facile esecuzione, richiede continua pratica (uchikomi e nagekomi) e particolare attenzione ai dettagli quali squilibrio, posizione, tempismo e velocità di entrata. Ho cominciato a raccogliere i primi risultati con tai otoshi dopo parecchi anni di allenamento e determinante è stato l`esempio di campioni quali Neil Adams, Udo Quellmalz e Lee Won-Hee. Il “tai otoshi” di questi atleti è un concentrato di velocità, potenza e timing perfetto, caratteristiche per me fondamentali per avere successo con questa tecnica.

Nella prima fotografia si evidenzia la fase di squilibrio: è molto importante cercare di squilibrare Uke sulla sua gamba destra con una forte trazione della manica verso l`alto così come il posizionamento del mio braccio destro contro il petto di Uke. L`azione di trazione può avvenire in modo efficace sia in avanti sia per avanti-diagonale (45 gradi verso l`esterno del piede destro di Uke).
Nella seconda la fase di entrata, notate la mia posizione del corpo, il peso è distribuito equamente sui due piedi, lo sguardo è diretto nella direzione della proiezione, le gambe sono leggermente piegate, la mia gamba destra va a sbarrare la strada di Uke stando bassa sotto il suo ginocchio.
Nella terza la proiezione che avviene grazie a una forte azione delle braccia che continuano lo squilibrio e guidano Uke verso il basso. Le anche seguono e ruotano verso sinistra così come il mio piede destro.

Nel filmato l`esecuzione di “tai otoshi” è proposta prima in fase statica, poi in movimento sulle opportunità avanti, indietro e laterale. Infine vengono eseguite quattro proiezioni sul movimento libero.


Paolo Levi, Chiasso 21.3.2015










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