E’ terminata la stagione del quarantesimo e il Centro arti marziali Do Yu Kai di Chiasso guarda deciso al futuro.
Di recente si sono svolti ad Atene i campionati d’Europa cadetti di judo e il giovane Otto Imala, cresciuto al DYK, ha rappresentato i colori della propria nazione (l’Estonia) ottenendo un discreto nono posto. Imala è il quarto combattente proveniente dal DYK, che ha avuto l’onore di prendere parte alla massima competizione continentale giovanile. Si ricorda che nei quadri nazionali svizzeri elite il DYK è invece rappresentato dal balernitano Elia Guzzi.
In merito agli obiettivi ed ai programmi della associazione abbiamo sentito il presidente Marco Frigerio.
Cosa propone la vostra associazione ?
A settembre riprenderanno i corsi di judo, karate, difesa personale e yoga. Da noi il judo viene insegnato a partire dai cinque anni. E’ possibile infatti proporre una forma di judo giocato che permette ai giovanissimi di familiarizzare con le basi della disciplina (principalmente con posizioni, movimenti, squilibri e cadute). Per il karate si ritiene che sia più opportuno attendere i nove anni richiedendo la disciplina una concentrazione maggiore. I corsi di difesa personale (otto lezioni mirate) e quelli di yoga sono invece proposti unicamente agli adulti.
Cosa distingue il judo dal karate ?
Entrambi sono un’arte marziale giapponese. Il judo è divenuto marcatamente anche uno sport. E’ l’unica arte marziale riconosciuta come sport olimpico, non così il karate e le altre discipline. Ad un profano si indica generalmente che il judo consiste in una lotta “corpo a corpo” contraddistinta da proiezioni spettacolari, mentre che il karate è principalmente caratterizzato da calci, pugni e parate a distanza. Nella realtà vi sono elementi simili nelle due discipline tant’è che negli anni venti del XX° secolo Jigoro Kano, il fondatore del judo, aveva cercato di riprendere sotto questo termine anche gli insegnamenti dei maestri di karate.
L’agonismo è quindi più importante nel judo ?
L’agonismo non è tutto ma è certo un elemento essenziale, nel senso che senza l’agonismo il praticante non acquisisce un’esperienza completa della disciplina. Avere fatto judo senza avere combattuto è come essersi allenato costantemente senza avere mai giocato un partita … La competizione permette di mettersi alla prova. I risultati agonistici non vengono però, nella visione del fondatore, considerati importanti. Determinante è piuttosto la comprensione dello spirito della disciplina e l’apprendimento dei suoi principi che dovrebbero contribuire a migliorare il praticante. Per altro i risultati sportivi si scordano presto e dipendono da troppi fattori aleatori. Non è sempre il migliore a vincere, l’esperienza insegna che la fortuna é spesso determinante.
A proposito di agonismo, come sta andando la squadra quest’anno ?
Da cinque anni la nostra formazione elite di judo combatte in LNB. L’attuale classifica tuttavia non è positiva. I due turni finali e il turno rinviato a maggio che si dovrà ricuperare ad ottobre dovranno portare punti. I nostri agonisti faranno sicuramente del loro meglio; quest’anno tuttavia l’unico punto certo è risultato essere quello di capitan Manrico. Per la prossima stagione dovremo valutare la situazione. Per la squadra bisogna considerare che vi sono dei cicli naturali, il ciclo attuale dura da otto anni per cui (statisticamente) volge al termine. E’ possibile che decideremo di rinunciare al prossimo campionato e di attendere la crescita di un nuovo gruppo per proseguire l’avventura. La decisione verrà presa a novembre.
A chi consiglia la pratica delle arti marziali ?
Non vi sono limitazioni. Insegnato e praticato correttamente è possibile praticare judo, così come il karate, costantemente a tutte le età. Personalmente ho avuto modo di constatare che una pratica regolare e completa della disciplina insegna ad affrontare ogni possibile situazione e ad reagire adeguatamente in ogni ambito della vita. Al nostro dojo insistiamo sull’aspetto educativo. I nostri giovani hanno la possibilità di crescere nell’apprendimento, rafforzare il proprio carattere ed ottenere (con il dovuto impegno) delle soddisfazioni agonistiche. Un insegnamento a 360° gradi.
Quali gli obiettivi della stagione 2014/2015 del DYK ?
Il DYK è da quarant’anni presente nella nostra regione. E’ sicuramente l’associazione di arti marziali con la maggiore tradizione alle nostre latitudini: serietà e professionalità sono sempre stati gli elementi caratterizzanti le nostre proposte. Da settembre avremo due nuovi responsabili per i corsi di judo e di karate. Paolo Levi riprende la direzione dei corsi base di judo, dopo avere garantito gli ultimi mesi della stagione appena terminata. E’ un insegnante giovane pieno di entusiasmo che sa proporre il judo nelle sue varie sfaccettature. L’obiettivo è la crescita del gruppo e il miglioramento di chi inizia ad effettuare le sue esperienze in ambito agonistico. Elio Zicca sarà il nuovo insegnante di karate, è un insegnante esperto cresciuto negli anni ottanta al DYK sotto la guida del maestro Iwasa Sei. Un gradito ritorno quindi il suo al dojo di via Cattaneo.
Oltre all’insegnamento delle discipline marziali al DYK andremo a proporre nella nuova stagione varie manifestazioni sociali che saranno possibili grazie dall’aiuto dei nostri volontari. I volontari sono allievi che hanno compreso lo spirito del judo che (in estrema sintesi) consiste nell’avere appreso che dare (senza corrispettivo) è meglio che ricevere. Non li si ringrazia mai abbastanza.
Per informazioni di dettaglio circa i programmi rinvio al nostro sito www.dykchiasso.ch.
(Articolo pubblicato sull' Informatore del 18.7.2014)