Quale terza tecnica viene proposta “uchi-mata”. Mattia (2° dan FSJ monitore GS), che è un ottimo esecutore la descrive e la esegue per i nostri lettori (uke Marco).
UCHI-MATA
Uchi mata è una tecnica appartenente al gruppo degli ASHI WAZA e letteralmente significa “colpire all’interno coscia”. È una tecnica molto spettacolare e, devo ammetterlo, una fra le mie preferite. Uchi mata viene più facilmente eseguita da judoka dalla statura elevata, i quali possono contare su gambe lunghe. Purtroppo per i “piccoletti dalle gambe corte” la riuscita dell’entrata è molto difficoltosa. Uchi mata diventa efficace quando vengono rispettati i seguenti fattori: velocità d’esecuzione, equilibrio, squilibrio dell’avversario e dinamicità. Come tutte le tecniche di judo, uchi mata necessita quel “guizzo” rapido e potente che conduce al risultato sperato: l’ippon. Un uchi mata ottimamente eseguito conduce alla vittoria per ippon senza che l’arbitro possa indugiare. La spettacolarità di questa tecnica ha fatto sì che molti judoka la adottassero come propria arma vincente. Su tutti vorrei citare un atleta che ho sempre ammirato: Kosei Inoue, il quale fra i molti risultati ha ottenuto una medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Sidney nel 2000 e tre titoli ai Campionati Mondiali.
Le foto proposte mostrano le sequenze da eseguire per compiere questa micidiale tecnica. Dapprima mi avvicino a uke tirando la sua manica e il suo bavero contro di me. È importantissimo che sia lui a venire contro il mio busto e non viceversa: se così non fosse il judoka squilibrato sarei io! Contemporaneamente allo squilibrare, entro nella sua posizione facendo inizialmente un piccolo passo col piede destro, poi eseguo un rapido “piede scaccia piede” dove avanzo con il piede sinistro e sollevo la gamba destra per colpire l’interno coscia di uke. Da notare che il braccio che stringe la manica deve tirare verso l’alto, come se si volesse staccare uke da terra. La gamba che colpisce l’interno coscia deve andare molto in alto. Un ultimo particolare sta nel piede sul quale si sta in equilibrio: per una perfetta esecuzione l’equilibrio si deve trovare sulla punta dei piedi.
Nel filmato viene dimostrata la tecnica prima in fase statica, poi sulle tre opportunità classiche (avanti, indietro e passo laterale) e infine mostro una sequenza di quattro proiezioni.
Mattia Frigerio, Chiasso 16 febbraio 2015