IL JUDO E’ IMPEGNATIVO … E’ PER QUESTO CHE L’HO SCELTO
Ho già avuto modo di indicare che il judo non è uno sport facile e che, per diventare un judoka di buon livello, è necessario dedicare alla disciplina almeno una quindicina d’anni. Judoka non ci si improvvisa e, senza una costante pratica, non si migliora. E’ un dato di fatto indiscutibile.
Quando si inizia la pratica, da bambino, si devono superare alcune stagioni durante le quali non sembra capitare granché. Ma l’apprendimento delle basi e la crescita fisica e mentale sono necessari per poter costruire in futuro sempre di più.
Quando iniziano le prime gare (in genere attorno ai 9-10 anni) si devono superare le delusioni per le sconfitte e la tensione emotiva che ogni incontro comporta. Ma imparare ad affrontare gli avversari in una competizione è l’unico modo per mettersi realmente alla prova. Dalle sconfitte poi si impara più che dalle vittorie ad esempio dovrei comprendere che, per diventare migliore, devo impegnarmi molto di più quando sono sul tatami.
Quando si raggiunge l’età in cui le competizioni iniziano a contare (attorno ai 13-14 anni) si deve poi effettuare una scelta di fondo: vale la pena o meno dedicare il proprio tempo libero al judo ? Il quesito va posto perché per divenire un judoka di successo (per lo meno alle nostre latitudini) non è possibile praticare in contemporanea altri sport e farsi distrarre da altri hobby impegnativi, bisogna scegliere di dedicarsi al judo ed allenarsi con costanza, impegno e regolarità !
Quando la fase di formazione è in corso e si raggiunge l’età dell’adolescenza bisogna ancora saper gestire l’influenza del “gruppo di amici” e le distrazioni amorose. Saprò crescere nel judo solo se saprò distanziarmi dal gruppo che non dà importanza allo sport e che non vede oltre la bevuta e/o la fumata collettiva, lo sballo e il divertimento, e se saprò insegnare all’ “amica del cuore” che si può stare bene insieme senza che il rapporto diventi un assillo, rispettando ognuno gli impegni e le scelte dell’altro.
Con lo studio superiore o l’inizio della professione poi la scelta andrà confermata. Troverò il tempo di praticare ancora judo solo se saprò ritagliarmi degli spazi regolari in cui dedicarmi alla disciplina. Perché, per essere un vero judoka, non basta aver praticato la disciplina da ragazzo.
Certo è difficile passare indenni tutte queste fasi ed arrivare ad essere un giovane adulto con esperienza agonista, la cintura nera e la voglia di stare sul tatami. Qualcuno però c’è arrivato e il nostro augurio e che, anche in futuro vi siano giovani judoka del DYK che possano tagliare questo traguardo.
Per riuscirci però importano TRE cose: ESSERE CONVINTI DI VOLER DIVENIRE UN VERO JUDOKA, ESSERE DISPOSTI A METTERSI ALLA PROVA e DIVERTIRSI NELLA PRATICA !
MF / Chiasso, 14 aprile 2017