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Riflessione di marzo 2015: rimboccarsi le maniche e ripartire sempre con entusiasmo !  


Sabato 14 marzo alle 16.00 in sala B si é tenuta la conferenza su “storia e filosofia del judo”. Un momento importante per una introduzione ai fondamenti di una disciplina che non è solamente uno sport. Il commento nel sito sotto la rubrica "opinioni", un riassunto é disponibile in forma cartacea al dojo.

Avere obiettivi chiari è essenziale in ogni vera crescita umana e sportiva.
E’ possibile praticare judo a vari livelli. Chi si pone un obiettivo agonistico tuttavia deve sapere che nulla si raggiunge senza sforzi e che nulla si ottiene senza impegno e sudore. Le sconfitte fanno parte del fardello di crescita. In una competizione vi è un solo vincitore, tutti gli altri (almeno in parte) perdono. Dalla sconfitta tuttavia si impara e non è mai giusto lasciarsi sopraffare dalla delusione. Saper rimboccarsi le maniche e ripartire con entusiasmo sono elementi di crescita che vanno coltivati.
Si può essere judoisti amatoriali per tutta la vita ma si perde una parte importante della disciplina.


E’ necessario sapere ciò che si vuole. Ciò fatto, si deve esercitare l’energia fisica e mentale nel modo più efficace per ottenerlo. Insegnanti e allievi devono avere un fine parimenti inequivocabile: obiettivi chiari e preparazione intellettuale produrranno risultati molto migliori …
Ciò che intendo per “obiettivi” riguarda le finalità fondamentali della vita: sovraccaricarsi di intenzioni futili è controproducente. Se non riflettete per decidere se dare maggior enfasi all’intelletto o alle emozioni, e non avete obiettivi chiari, non potete praticare il vero seiryoku zenyo (ndr principio del miglior impiego dell’energia). Innanzitutto dovete stabilire la meta, poi applicare la vostra energia in maniera efficiente; in tal modo i metodi educativi necessari saranno ben definiti fin dall’inizio, come il percorso che ciascun individuo deve seguire
.”


Tratto da Jigoro Kano, La mente prima dei muscoli, pag.57




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