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L'anno 2014 del DYK !  


IL DYK: IL RIFERIMENTO DELLE ARTI MARZIALI NEL MENDRISIOTTO

 


A dicembre è divenuta mia abitudine formulare qualche considerazione sull’anno che si conclude con uno sguardo al futuro e qualche ringraziamento rivolto al passato.
L’anno 2014 rimarrà negli annali del DYK Chiasso per almeno tre motivi.


1)
Il primo – e sicuramente più importante – consiste nell’inizio di un nuovo ciclo grazie all’opera dell’attuale insegnante responsabile Paolo Levi entrato in funzione lo scorso mese di marzo.
La scelta di incaricare un insegnante giovane ha portato nuovo entusiasmo, rinnovata serietà, grandi speranze e massimo impegno da parte di tutti coloro che collaborano con la nostra associazione.
Al DYK abbiamo ricominciato a sognare. L’obiettivo posto (avere nuovamente la squadra nel campionato svizzero) è per il 2019. Da subito tuttavia numerose nuove proposte ed iniziative sono state sottoposte ai nostri giovani. Le ultime sono state l'istituzione del premio per il "miglior giovane agonista DYK", assegnato per il 2014 a Niccolò Monté Rizzi e il ripristino dello stage estivo alla Perfetta di Arzo, già riservata per il periodo 22-26 giugno 2015.
Lo stage (già organizzato dal sottoscritto negli anni 2000/2006) sarà una bellissima occasione per trascorrere insieme cinque giorni all’insegna della crescita umana e sportiva (il judo sarà evidentemente il punto focale della manifestazione).

2)
Il secondo è il ritiro della squadra adulti.
Tutti i bei periodi hanno una conclusione e – dopo avere “fatto la conta” – ci siamo dovuti rendere conto di non avere più i numeri per proporre nuovamente una formazione nel campionato svizzero a squadre.
Qualche combattente si era perso già in precedenza. Qualcuno invece ha “cambiato treno” in stagione, facendo scelte diverse per il futuro. Le emozioni che la squadra ci ha lasciato in questi otto anni di competizione a livello nazionale (unica formazione ticinese in LNB per cinque anni) non si potranno però mai dimenticare.
Un grazie speciale a Manrico (capitano sempre presente, finalista per ben 10 anni consecutivi alle finali nazionali individuali, ora richiesto dal JC Cortaillod per combattere in LNA), a Mauro (vice capitano che ha concluso la sua carriera agonistica con la squadra), a Mattia (che, malgrado diversi infortuni, si è messo ancora in gioco in stagione) a Andrea, Federico, Carlo, Orlando e Enrico che, pur non essendo iscritti al DYK, si sono resi disponibili nel 2014.
Chissà che qualcuno dei titolari del terzo ciclo sarà ancora presente nel 2019 …

3)
Il terzo è che la stagione in corso sarà sicuramente ricordata come quella in cui il numero degli iscritti, ai corsi judo, è aumentato in modo significativo, e questo benché la concorrenza non sia certo diminuita.
Ben 97 giovani judoka (che spaziano dai 5 ai 15 anni) hanno preso parte alla festa dell’albero di mercoledì 17 dicembre ricevendo la “cuffia rossa DYK” quale apprezzato regalo di Natale.
Al dojo, in questa fase, sono palpabili interesse ed entusiasmo; per averne conferma basta guardare il volto sudato di chi scende soddisfatto dal tatami a fine allenamento. Anche a livello di agonismo giovanile va sottolineato come una trentina di giovani hanno effettuato esperienze di gara nel 2014. Sotto tutti i punti di vista l’aria che si respira attualmente al DYK è ideale per la crescita di un nuovo gruppo.
Il messaggio ripetuto a diverse riprese secondo cui, chi si allena al DYK e si iscrive come tale alla Federazione Svizzera è tenuto a condividere e a seguire le nostre iniziative “senza tenere un piede in due o più scarpe”, sembra finalmente essere stato recepito !
 



Allenarsi regolarmente, effettuare esperienze fuori dal dojo con il gruppo, avere dei momenti comuni di ritiro e di competizione sono elementi indispensabili per la formazione di un vero judoka. Tecnica e agonismo devono andare di pari passo; il grado (leggasi "colore della cintura") segue e non ha particolare importanza.
Un grazie sentito quindi a chi ulteriormente insegna ai nostri giovani in particolare a Paolo, Manrico e Mattia, ai membri di comitato e a tutti coloro che danno una mano senza per questo chiedere un riscontro e un riconoscimento.
Chi ha imparato a dare (senza ricevere) è certamente in linea con il pensiero di Jigoro Kano. Sport e metodo educativo, questo è il judo che al DYK - l'associazione sportiva di arti marziali più seria e longeva del Mendrisiotto (antitetica per rapporto a quelle "scuole"  che sorgono improvvise per, in genere, sparire di lì a qualche anno ...) -  si propone. Il principio guida è che dare è più importante che ricevere e che l'impegno per il gruppo è più importante dei propri egoistici interessi personali.



Marco Frigerio, presidente DYK Chiasso
Chiasso, 19 dicembre 2014




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