HAIRI KATA 2
Gli “hairi-kata” sono dei passaggi al suolo che permettono di concludere in una immobilizzazione (“osae-waza”), uno strangolamento (“shime-waza”) oppure in una lussazione (“kansetsu-waza”).
Marco Frigerio (6° dan FSJ, esperto GS judo bimbi e ragazzi, presidente del DYK) ci presenta due passaggi classici che si concludono con una immobilizzazione.
Uke Mattia Frigerio.
Nelle fotografie e nel filmato presento due hairi-kata che, pur essendo piuttosto semplici nella loro esecuzione, richiedono una corretta gestione degli squilibri.
Il primo consiste nel chiudere a sé uke, trascinandolo nella propria rotazione avanti diagonale per concludere con una presa in yoko-shio-gatame.
Va notato la posizione del braccio sinistro di tori (dietro il collo di uke – vedi foto 1), della testa di tori (foto 2), la gamba di rotazione e il movimento di controllo con il braccio sinistro che si distende dietro il collo di uke (vedi foto 3) per concludere con una immobilizzazione estremamente potente (foto 4).
Il secondo consiste nell’inserire la propria testa, da retro, a controllare il braccio sinistro di uke provocando un rotolamento laterale che permette il caricamento a ponte e il controllo finale di uke.
Anche qui andrà notata la presa ai baveri (foto 1), l'inserimento della testa di tori (foto 6), la rotazione effettuata mantenendo il controllo di entrambi i baveri (foto 7), la rotazione rapida su sé stessi e la chiusura in kuzure-kesa-gatame (foto 8).
Sakujiro Yokoyama, direttore del Kodokan e primo discepolo di Jigoro Kano a divenire 8° dan sosteneva, non a torto, che nella lotta al suolo la forza assume un ruolo più importante che nella lotta in piedi. A maggior ragione dunque l’agilità va acquisita apprendendo e ripetendo all’infinito quei movimenti che permettono di sorprendere l’avversario.
L’uchi-komi al suolo, negletto per di più (alle nostre latitudini), è esercizio opportuno ed estremamente utile.
Marco Frigerio / Chiasso, 30 novembre 2015