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Riflessione di aprile 2015: le finalità del judo alle sue origini  


Le finalità del Kodokan Judo vengono descritte la prima volta in un discorso che Jigoro Kano pronuncia avanti a importanti personaggi del Giappone l’ 11.3.1889 (Kano ha 29 anni e il Kodokan esiste da appena 7 anni). Il judo, per il suo Fondatore, è indicato quale il miglior mezzo per acquisire forza fisica, forza interiore e per sviluppare l’intelletto e la morale. Praticando judo regolarmente e con intensità i tre elementi della crescita vanno di pari passo. Naturalmente non vi è nulla di automatico e tutto dipende da come si pratica la disciplina e da che obiettivi un praticante si pone. Per Kano tuttvia il punto finale è sempre stato la creazione di persone forti, sane, utili alla società e quindi autonome, mature  e consapevoli dei propri mezzi e del proprio valore.


“Il Kodokan judo ha tre obiettivi: l’educazione fisica, il combattimento e la morale.
E’ possibile praticare concentrandosi su uno o due di questi aspetti e aggiungendo successivamente l’altro o gli altri …

Il primo è l’educazione fisica. Il suo scopo è permettere uno sviluppo armonioso dei muscoli, rendere il corpo vigoroso, acquisire potenza, sviluppare i movimenti del tronco e delle sue membra … Sono persuaso che nessun metodo ginnico permetta di sviluppare i movimenti del tronco e delle membra meglio del judo …

Il combattimento di judo utilizza il termine in senso stretto designando il fatto di esercitare delle tecniche che permettono di uccidere se lo si desidera, di ferire se così si ha deciso, di controllare l’altro; e di difendersi se qualcuno viene verso di noi con l’intento di uccidere, ferire o controllare. In altre parole si tratta di esercitare delle tecniche che permettono di controllare fisicamente qualcun altro senza essere a sua volta controllato …

Ciò che chiamo metodo di edificazione spirituale é ampio e comporta differenti aspetti … Certi elementi non possono che essere compresi a mezzo della pratica, lottando concretamente … Tre elementi possono tuttavia essere evidenziati: il senso morale che deve caratterizzare il praticante, lo sviluppo dell’intelligenza e infine l’applicazione della teoria del combattimento a tutti gli aspetti della vita …
"


Tratto da Jigoro Kano, "DU JUDO et de sa valeur éducative comme pédagogique" (dal discorso di Jigoro Kano dell’ 11.3.1889 testo, traduzione francese e commenti di Yves Cadot, 2013, pag.136, 156 e 167), libera traduzione in italiano.

N.B. L'uso del termine "uccidere" non deve impressionare. In un testo del XIX secolo, che parla di combattimento, é assolutamente usuale il suo utilizzo. Nel judo moderno (escludendo gli strangolamenti) le tecniche che potrebbero portare alla morte dell'avversario (di fatto) sono state eliminate.




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