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Riflessione di agosto 2015: scegliere il judo !  


All’inizio di una nuova stagione è opportuno proporre ancora una volta una riflessione sul senso del judo. Chi si avvicina alle nostre discipline, in genere vi arriva per caso senza conoscenze specifiche del judo, del suo contenuto e dei suoi obiettivi.
Ricordare a tutti che il judo non è un semplice sport è quindi buona cosa.
Chi frequenta il dojo da qualche tempo, dovrebbe avere compreso che scegliere il judo significa impegnarsi per crescere, migliorare costantemente sé stessi sia fisicamente sia intellettualmente ed acquisire forza e positività da ridistribuire in favore degli altri nella vita di tutti i giorni.
L’augurio e che tra coloro che si avvicineranno al judo, in questa stagione, vi sia chi è pronto ad approfondire, andando oltre l’esercizio fisico fine a sé stesso.
Compito principale dell’insegnante e della dirigenza rimane la promozione del senso vero della disciplina, sempre e comunque, che comporta il richiedere - a chi sceglie di dedicarsi al judo - regolarità nell’allenamento, coraggio nella partecipazione alle competizioni, costanza e dedizione nello sforzo. La verifica dell’apprendimento richiede poi una giusta dose di severità agli esami di grado e la necessità di riprendere, chi dimostra di non avere compreso il messaggio che il judo vuole trasmettere.


Lo sport nella espressione judoistica vuole significare “essere sani per essere utili”. Cioè: va bene il diletto; altrettanto il dopolavoro che rigenera l’entusiasmo consumato in un’attività non sempre condivisa … ma la motivazione essenziale è quella di crescere per dare di più attorno a sé.
Se un essere umano si esprime attraverso l’opera intellettuale (nella ricerca, nell’insegnamento, nella saggistica) o organizzativa (in politica, nell’industria, nel sociale) o empirica … meglio che sia sano, fisicamente attivo, e in grado di gestire le funzioni primarie di sopravvivenza …

Tratto da Barioli / Bernardi, Corpo mente cuore, 1998, pag.56


MF / Chiasso, 1 agosto 2015




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