Home
Judo
Regole di competizione
Codice morale
Karate
Storia della società
Programma d’attività
Organizzazione
Decisioni/regolamenti
Vita di palestra
Risultati agonistici
Opinioni
Riflessioni del mese
Tecnica del mese
Archivio
Archivio Squadra DYK
Links

QUALCHE PENSIERO SULLE OLIMPIADI DI RIO 2016  


OLIMPIADI 2016: c’erano anche tre combattenti svizzeri


La prima settimana dei giochi di Rio de Janeiro è stata dedicata (anche) al judo.
Sette giorni per quattordici categorie di cui sette maschili e sette femminili, come per altro avviene dalla edizione del 1988 dei giochi quando (seppur a titolo sperimentale) vennero introdotte le categorie femminili. Nel 2020 l’obiettivo della Federazione Internazionale di Judo è di poter effettuare anche la competizione a squadre, che è divenuta un momento irrinunciabile dei campionati del mondo di questi ultimi anni.

Tra i nuovi campioni olimpici uno su tutti il giapponese Shohei Ono (classe 1992, vincitore della categoria -73 kg) che ha dimostrato come il judo tecnico, eretto, spettacolare esiste ed ancora può risultare vincente. Grazie ad Ono che mi ha riconciliato con il judo in cui credo.
Altri vincitori hanno sorpreso positivamente tra questi Fabio Basile, il giovane italiano che da outsider ha vinto la categoria -66 kg, ed il ceco Lukas Krpalek che nella categoria -100 kg ha dimostrato che per vincere bisogna saper prendere l’iniziativa assumendo dei rischi.
Che dire invece del super “campione” e favorito francese Teddy Riner della categoria +100 kg… La finale è stata pietosa e uno spettacolo judoistico indegno. Aiutato dall’arbitro - che non lo ha ammonito benché non permettesse all’avversario giapponese di fare le prese, e che ha inspiegabilmente sanzionato due volte il giapponese ad inizio incontro - ha “portato a casa” il suo secondo titolo olimpico. La Francia ha esultato e, nella prima intervista a bordo tatami, Riner ha risposto di essere soddisfatto avendo dimostrato di essere il più forte … sarà, ma nel judo vero questo non basta !

Dimenticavo le categorie femminili (strano vero ?). La migliore per il sottoscritto è stata la statunitense Kayla Harrison vincitrice nella categoria -78 kg, al suo secondo titolo olimpico grazie ad un ippon ottenuto in finale con un bel passaggio al suolo. Una storia personale la sua che, se nota, porta istintivamente a sostenerla. Con a bordo tatami Jimmy Pedro, Kayla (classe 1990) non poteva d’altronde mancare l’appuntamento con la storia.

Brave anche la kosovara Kelmendi (-52 kg) e la slovena Trstenjak (-63 kg).

Che dire dei massmedia. Su RSI, in uno dei canali streaming gli incontri dei ripescaggi e delle medaglie erano in genere visibili. Le finali per il primo posto sono state trasmesse anche sul canale sportivo principale. Accontentiamoci ! Grazie alle due medaglie ottenute dall’Italia (Basile e Giuffrida) di judo se ne è comunque parlato alle nostre latitudini, speriamo in bene …

Dimenticavo ancora: a Rio c’erano anche tre combattenti svizzeri. Ludovic Chammartin (-60 kg) ha vinto il primo turno battendo l’ecuadoregno Preciado (primo classificato ai campionati pan americani) ed è stato sconfitto negli ottavi dall’uzbeko Urozboev. Evelyn Tschopp (-52 kg) ha eliminato una delle favorite, la francese Gneto (squalificata per una discutibile presa alle gambe) ed è poi stata nettamente sconfitta dalla vincitrice della categoria Kelmendi. Ciril Grossklaus (-90 kg) non ha superato il primo turno sconfitto dal francese Iddir per due shido ad uno.
Buono indubbiamente l’impegno degli elvetici, per il successo tuttavia qualche cosa manca ancora …


Marco Frigerio, 20 agosto 2016




Copyright © Do Yu Kai Chiasso 2005 - Design & Development by TIOWS
tag heuer replica
cartier replica
hublot replica
replica watches