In situazione di "kenka-yotsu" Mattia Frigerio (2°dan FSJ e monitore GS) ci propone due soluzioni. Un ringraziamento a Kerim Aydemir (samurai dell’anno del DYK, 1° kyu) che funge da uke.
Prima possibilità: partendo dalla situazione di kenka-yotsu (guardia opposta – foto 1) con presa superiore è possibile fingere l’attacco d’anca per poi passare a concludere proiettando nella direzione opposta con una delle tecniche di sacrificio più praticate TANI-OTOSHI (“caduta nella valle”).
Per applicare al meglio la tecnica – che viene proposta come combinazione dopo un attacco avanti (foto 2) - è necessario creare il contatto tra l’anca destra di tori e la parte posteriore del fianco sinistro di uke (foto 3), allungare la gamba destra e trascinare uke in caduta all’indietro (foto 4). Con il braccio destro chi esegue la tecnica dovrà cercare di chiudere la spalla sinistra di uke mentre il braccio sinistro andrà a spingere uke (foto 5).
Nella caduta tori dovrà ruotare sul fianco evitando di arrivare di schiena. Si dovrà vedere chiaramente che tori sovrasta uke e che vi è del controllo nell’esecuzione della tecnica.
Seconda possibilità: partendo dalla situazione di kenka-yotsu con presa inferiore (foto 6) è possibile eseguire KEN KEN UCHI-MATA, ossia di una forma particolare di uchi-mata che prevede la proiezione in progressione grazie a dei saltelli effettuati sul piede di appoggio.
In una prima fase tori entra nella posizione di uke con il piede destro (foto 7). A questo punto ruota per eseguire uchi-mata, andando a squilibrare energicamente in rotazione con le braccia (foto 8). Sul piede sinistro d’ appoggio intanto tori andrà ad effettuare dei saltelli in rotazione verso la propria destra sino alla proiezione di uke (foto 9).
Un errore frequente che viene effettuato nell’esecuzione di questa tecnica sta nello squilibrio insufficiente oppure che, anziché “in apertura” verso l’alto, “in chiusura” verso il tatami.
Nel filmato vengono eseguite le due opportunità descritte sopra come movimento di studio e di seguito nella forma completa.
Mattia Frigerio / Chiasso, 31 maggio 2016